La Cina si candida al tavolo di discussione sul sistema di tassazione internazionale.

Het Financieele Dagblad ha di recente reso noto che negli ultimi anni stiamo assistendo ad uno spostamento del centro di gravita’ dell’economia globale verso l’Asia con un pesante impatto fiscale per le multinazionali che a breve dovranno pagare le tasse eluse fino ad oggi.

A prova di cio’, nel corso delle conferenza sulla politica economica e fiscale, il Professore di Diritto tributario internazionale Stef van Weeghel, ha affermato che Cina ed India stanno effettivamente acquisendo una voce sempre piu’ importante nella discussione sul sistema fiscale internazionale.

Il Progetto Silk Road (Via della Seta) con il quale il governo cinese vuole aprire via terra, costruendo strade, ferrovie e porti, la seconda economia mondiale verso Europa e Africa, si inquadra precisamente come una iniziativa fiscale ben definita con l’obiettivo di fare della Cina un’interessante alternativa al sistema fiscale internazionale vigente. In poche parole vuole assicurarsi che le multinazionali cinesi non siano soggette alla doppia imposizione.

Tutto questo suscita non poche perplessita’ ed interrogativi sul ruolo guida che l’OCSE richiede per la tassazione a livello trans-nazionale.

L’Organizzazione, che racchiude al suo interno le 35 economie piu’ sviluppate, e’ promotrice del progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) volto a combattere l’elusione fiscale delle multinazionali a livello internazionale. Una voce di dissenso sul progetto e’ quella di Partho Shome, Consigliere presso il Ministero delle Finanze indiano. Egli afferma infatti che BEPS non ha preso in considerazione gli effetti negati per Paesi quali appunto l’India, dove questa tassa antielusione, rivolta per lo piu’ ai colossi statunitensi come Google, Facebook e Amazon, e’ gia’ stata introdotta.

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