Olanda /USA : con la riforma fiscale di Trump un po’​ meglio , ma non del tutto !

Come ogni anno il “think tank” conservatore ha effettuato una ricerca tra i Paesi economicamente concorrenziali dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).

E stavolta non ci sono buone notizie per gli Stati Uniti.

È quanto riportato da Het Financieel Dablag sulla base della classifica stilata dalla Tax Foundation, sottolineando come, nonostante la riforma fiscale del Presidente Trump abbia portato dei miglioramenti, non sono stati sufficienti a permettere al Paese di scalare la classifica mondiale.

Vediamone i dettagli.

Nel 2018 gli Stati Uniti hanno perso quattro posizioni, passando dal 24° al 28° posto, dimostrando così di essere ancora ai livelli più bassi dell’International Tax Competitiveness Index (Indice internazionale di competitività fiscale) nonostante la drastica riforma degli anni ’80. Secondo l’OCSE ciò è dovuto a due fattori, da un lato l’imposta progressiva sul reddito e dall’altro la più alta imposta sugli immobili, senza considerare che il sistema fiscale americano è ritenuto molto complicato.

I Paesi Bassi invece si godono il loro 5° posto, dovuto principalmente alle norme relative alla tassazione trans-frontaliera. Scalano la classifica fino a guadagnarsi il 3° posto in termini di tasse pagate dalle multinazionali nel paese di origine su profitti realizzati altrove. La pressione fiscale sui business locali, costa però all’Olanda un basso 19° posto.

Ma la vera sorpresa è l’Estonia che si classifica al 1° posto assoluto come Paese con il miglior sistema fiscale dell’OCSE.

Lì infatti si applica un’aliquota del 20% sui profitti societari, la stessa percentuale grava sui privati e la patrimoniale si applica solo alla terra e non ad immobili e capitali. Inoltre gli Stati baltici impongono tasse solo sui profitti realizzati nel proprio paese.

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